Ancora un poco, un poco appena

Pensavamo (ma anche sofferto e pregato) a chi ha perso da poco una persona cara scrivendo della
terribile bellezza di Cristo, perchè in questi momenti la si intravvede così tremenda.
Tale bellezza non ci risparmia il passaggio della morte nell’attesa della Resurrezione della carne. Lo strano permanere, la strana compagnia di chi se ne è andato da questa vita terrena è un aspetto di questo terrore necessario, di questa mancanza permanente nella carne di una presenza che solo un attimo prima potevamo toccare.
E’ un terrore tuttavia non smarrito, che non fa perdere del tutto l’orientamento. E’ una mancanza che può essere riempita solo dallo stesso Cristo. Chi ci ridarà la persona cara? Chi ci ridarà questo tempo senza di lei? Certamente da chi è il significato della vita viene già qualcosa, subito, al presente.
Per la liturgia ambrosiana è già tempo d’Avvento, un periodo forte, davvero intenso:
“Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà.” ( Eb 10,35-39).