Pesce Vivo


lunedì, 27 ottobre 2008
L'insostenibile leggerezza di Dio 

ateismo
Forse sono l’unica cristiana del mondo occidentale che stia ancora ruminando l’affermazione del Papa sulla solidità della Parola di Dio rispetto al Nulla del denaro.
Ci penso ogni giorno. Ci sono costretta lavorando in banca, per di più a pochi metri dalla Borsa di Milano, la crisi finanziaria la sto vivendo da vicino avendo conoscenti e colleghi proprio del settore (dealers, brokers, managers e chi più ne ha più ne metta fra coloro che sarebbero degli impiegati bancari e basta). La frase del Papa sulla solidità della parola di Dio in una tempesta economica di queste proporzioni ha suscitato quello che doveva suscitare, ovvero ricordare una verità sacrosanta, tuttavia ho notato un sarcasmo esagerato. Del tipo: “Che rendimento ha la parola di Dio? Al netto? ” e così via.
L’affermazione del Papa mi ha colpito sul vivo, sulla domanda ultima, per cui certo che anche il denaro importa, ed è importante, ma scava, scava, su che cosa è radicata la mia vita? La Parola di Dio mi può salvare veramente? E’ al centro della mia vita?
Quanto è difficile avere tempo per leggere e per meditare la Parola perchè si deve fare altro, invece ci sarebbe tempo e tempo. Non credo a chi dice che non ha tempo, perché è la stessa bugia che uso con facilità e con leggerezza anch’io.
Leggere la Bibbia non è semplice. Vi avevo già raccontato di amici che avevano cominciato a leggerla dall’inizio come se fosse un romanzo, cadendo poi sulla complessità di un testo così stratificato in ogni senso e in ogni direzione. Poi c’è chi ne medita un pezzettino alla volta e mi sembra Snoopy (il bracchetto di Schulz) quando voleva leggere Guerra e Pace a Woodstock (l’uccellino giallo tutto arruffato) una-parola-al-giorno ("eh", primo giorno; "bien", secondo giorno; "mon", terzo giorno; "ami", quarto giorno...): un compito infinito (e propendo a leggere anch’io così!). Non mi sembra neppure una questione di metodo di lettura, non del tutto. Esiste un livello di risonanza esistenziale, per cui questa storia narrata dalla Bibbia è la mia storia; per cui le parole di Gesù salvano veramente la sottoscritta dal Nulla. Dalla passata salvezza alla presente salvezza: sentirsi afferrati dalla Parola è quello che intendo.
La Parola ha un peso specifico molto profondo nel significato della propria vita. Dio ne ha ancora di più: gli atei inglesi hanno pagato di tasca propria una campagna pubblicitaria sui bus londinesi a favore dell’ateismo: “There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life”.
Se Dio fosse solo una parola senza Parola, che senso avrebbe una campagna pubblicitaria simile? E’ che pesa, pesa… più dell’ircocervo.





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